Nel 1609 l'Antica Farmacia Pesci fu trasferita in Piazza Fontana di Trevi nell'antico palazzo d'angolo con Via del Lavatore, al civico 97, per poi essere trasportata in un locale vicino, più piccolo, nel 1911, ove tuttora si trova.
 
    Opera del tardo Barocco, la fontana fu inaugurata nel 1762 su progetto di Nicola Salvi. L’acqua sgorga in abbondanza; i cavalli marini, più grandi del vero, sembrano saltare attraverso le onde, specialmente quando è buio, con la spettacolare illuminazione.Bisogna essere geniali per concentrare una così grande fontana in un spazio così piccolo.

Negli anni ‘50 e ’60, Roma divenne la "Hollywood sul Tevere" e la Fontana di Trevi il simbolo della "Dolce Vita" nella capitale: i film di Fellini, i paparazzi, Anita Ekberg che fa il bagno nella fontana ed emerge mostrando le forme giunoniche.

 

Per assicurarsi la buona sorte e un ritorno a Roma in breve tempo bisogna lanciare all’indietro, oltre la spalla sinistra, una moneta nella fontana (ma ai vecchi tempi, a tal fine si usava bere un bicchiere della sua acqua fresca e dissetante). L’abitudine, risalente ai tempi della Roma imperiale, di costruire un monumento nel punto in cui zampillava una nuova sorgente, venne ripresa dai Papi, che crearono alcune delle più fantasiose fontane di Roma. Venivano chiamate Mostre, e si proponevano anche di lasciare un imperituro ricordo del Papa che le aveva fatte costruire.La più fantasiosa di tutte è forse la Fontana di Trevi, che poggia contro un muro dell’edificio retrostante lasciato intenzionalmente privo di finestre.Le statue raffigurano: l’Abbondanza a sinistra, la Salute a destra e, al centro, l’Oceano, Nettuno che guida i cavalli marini, con in groppa i Tritoni.

Tutto, l’acqua e la scena, corre, scorre, s’accavalla.